"Se nei Blogghe tutti fanno un copioso uso della parola IO annoiandoci con turpiloqui sulla condizione esistenziale...beh a noi ci garba facci i cazzi di vell'artri e magari facci anche du risate!"

Premesse...

Siccome in questo brogghe noi ci si vole scrive li stracazzi dell'artri e, forse, a quest'artra gente qui gli potrebbe anche dà noia...allora...s'è deciso, insieme al garante per la praivaci, di non mettici i nomi a modino, quelli di battesimo, e nemmeno i soprannomi che si capiscano più dei nomi, ma ci si inventano...così...un capisce un tubo nessuno e son contenti tutti...più o meno...



21 gennaio 2010

Te lo leggo nell'occhi

Ci dev’esse una regola matematica che stabilisce che il numero d’abitanti d’un paese e la ‘apacità di questi di non fassi i cazzi sua, son du’ valori inversamente proporzionali tra loro. Se poi uno ingrandisce ‘r tutto come su google map fino a vedè i quartieri e le vie, scopre microcosmi di genti che, pur di di’ quarcosa su quarcun artro, s’attaccano propio a tutto.

Un son qui per vendi’ammi, tranquilli, a queste persone che s’attaccavano a tutto ora di’o attaccatevi alla fava… e siamo pari ‘osì.

C'ho l’ occhiaie da quando son nato.

Interessa? Infatti... non ve ne frega una sega nulla. O vallo a dì a quella masnada di personaggi che stava nella mi’ via.. A loro interessava eccome!

“Binbo, ma te dormi la notte? Bada ‘he pesche”.

Ero piccino e capivo poo ma qualche domanda principiavo a fammela, principiavo a scoprì che tutto vello ‘he mi succedeva ‘ntorno era regolato dalle leggi della natura. Così contavo l’ore di sonno e le relazionavo all’intensità dell’occhiaie cercando di trovacci una costante K.

“Binbo fa male fassi le seghine, bada ‘he pesche”.

Le seghine? L’ho imparato quella vorta lì cos’erano le seghine, un sò se mi spiego… anche se un par d’anni dopo ci davo parecchio dentro.

“Binbo vacci piano con li spinelli, bada ‘he pesche”

Un par d’anni dopo mi credevo d’esse Bob Marley e Peter Tosh messi insieme da tanto 'he mi sfondavo di 'annoni.

Nemmeno Nostradamus era riuscito a azzeccacci come i mi vicini di 'asa, menomale un m’hanno mai chiesto se avessi preso du’ puntate ner muso. Resta ‘r fatto che per dell’anni, tutte le vorte ‘he passavo dalla mi’ via, camminavo veloce e guardavo sempre per la terra dalla paura.

La paura di sapè ‘r futuro.

Ma io quell’occhiaie ce l’avevo ar naturale.

Come ‘r tonno della coop.


Ma. (che è la firma e non un commento dubbioso)

20 gennaio 2010

Sfavo?




Argomento ostico, come non affrontallo?
Come non affrontà l'apoteosi di chi si fa i cazzidivellartri?
Come non affrontare il mio recente secondo suicidio virtuale?

Per tutti FacEBooK

E allora mi chiedo, ma è possibile che io mi debba sfavà con gente che non vedo e non frequento, è possibile che debba passà ir mi tempo a scaccolà nelle foto felici dell'altri mentre viaggianofesteggianosposanofigliano, è possibile che debba legge le frasette tipo "che palle il lavoro, giornataccia, piove, mi prude ir culo...etc etc".
Io, ovvio, mi sento una merda, io che la domenica d'estate vado mezza giornata al mare a marina di pisa, io che non organizzo party, io che non faccio teatro, non canto, non disegno, non mimo, non faccio politica ne sport e che non ho amici fighi e che ancora coltivo il senso del pudore ottocentesco per la mia immagine e per la mia intimità. Io.

E allora ci vorrebbe davvero da esse ribelli e usa quel cazzo di marchingegno Fb in un modo che possa soddisfà le esigenze nascoste, tipo commentà le foto con quello che davvero si pensa tipo "boia come fai stronzolà in questa foto vi! " oppure "certo in questa foto angolata a dismisura sembri quasi decente, peccato che dar vivo fai caa...", "certo fai tanto il cencioso però i sordi per andà in vacanza in Perù ce l'hai..". Oppure andassene in giro a fotografà gli schiappi dei culi di chi s'acchina per strada o mètte dieci centesimi in terra sul corso e poi scrive chi l'ha raccattati...deh.

Non esistono true story su Fb, a parte quelle favolose del Bernacchi...esistono solo altre vite finte, solo il pepetuare della finzione che già siamo costretti a subire.
E allora quanto si può esse rivoluzionari quando ci siamo tutti omologati a esse quattro foto e tre cazzate?Quando nessuno ascolta più nessuno, quando lanciamo messaggi a un popolo di sordi, quando magari c'hai quattrocento amici Fb e ti giri per strada e nessuno ti sorride...
Come cazzo si po continuà?
Tralasciando un facile moralismo retorico e ahimè ormai poetico, io mi dico che il suono delle parole vale mille, che gli imbarazzi e gli sguardi ne valgono tremila, che mi suicido nel virtuale per esse più viva ( ma anche più morta) nella realtà, se una realtà condivisa esiste ancora e se non c'è me la rinvento come mi pare e piace a me...
Perchè a me sta politica der tutto facile e tutto bello e tutti vip mi fa rivortà lo stomaco, e a sentimmi i piedi sprofonda nella mota io mi dimeno, magari vo più giù, ma mi dimeno.

Per chi lo desidera apro un gruppo di autoaiuto per chi decide di suicidarsi virtualmente e vuole condividere l'esperienza....

Perchè a volte anche con il massimo convincemento...senza fb come cazzo faccio a farmi i cazzidivellartri??????????????????????


Si.

22 novembre 2009

Ir tempo e la lingua...

Vado subito ar sòdo tanto è inutile sta a perdisi in chiacchere...poi tra l'artro un ciò nemmeno tempo di sta a chiaccherà! Ir tempo è denaro. Un ve l'hanno 'nsegnato le vostre mammine?!?
No, eh?! Male, per dio!
Invece è propio 'osì...e io, ora 'ome 'ora, so a corto der tempo filosofi'o e der tempo materiale...sì, so venuta quassù a lavorà e so più diaccia di prima, oh allora?! Mettici 'ntoppino.
Inzomma...avrete 'ntuito 'he in questo blogghe ci garba parecchio la nostra lingua (quella filosofi'a...anche se un si disdegna nemmeno quella materiale..no,sa, è bene rammentallo) e siccome un si pole usà quanto si vorrebbe (credetemi...), un si pole tramandà come si vorrebbe...un si pole nemmeno più ascortà ammodino visto che ir tempo (sì, sempre lui!) cià impietosamente levato di 'ulo tutti (o quasi...) i nostri vecchi che erano "madrelingua"...ci siamo ritrovati a dassi sfogo pe' scritto, su internet.
"Bella gara!" dirà quarcuno...e avrebbe ragione...ma dé, questo è quanto.
Fatto sta che questa 'osa l'hanno iniziata a fa 'ntanti e noiartre (penzo di poté parlà anche per la mi 'omare) siamo ben contente di sparge la voce, per quanto si pole!
Vi segnalo quindi questo blogghe http://eccoircacini.blogspot.com/ .
Ora...è vero 'he è un sito di pisani e pisesi e che quarched'uno potrebbe anche pensà d'esse allergi'o o un ci va per principio, ma un fate tanto gli stinfi e un rompete tanto 'oglioni, vi farei sta 2 mesi in brianza poi verai come ciandreste volentieri!
E se poi ciavete altri siti o artri blogghe da segnalà faticelo sapé.
E se un ce l'avete fateli.
Mi domando e di'o...ma tutti quelli di firenze e dintorni, Siena e compani...oh 'ndove so rifiniti?! Se penzan sempre d'avecci ir culo parato dalla storiellina 'he la loro è la lingua per eccellenza e che loro parlan "toscano" che è "l'italiano" e bla bla bla...quarcuno si dovrebbe curà di rammentagli 'he Dante e compagnia son morti da un pèzzo, che i su nonni di si'uro un avrebbero 'apito una sega della divina 'ommedia e l'avrebbero mandato anche un bèr pezzo 'nculo e che...penzino un po' 'osa gli pare...ma io "in do l'è" un l'ho ma' detto sicché gli è sfuggito quarcheccosa!
Ha' visto...da che volevo scrive du' righi ho scritto un poema e ho perzo una fraccata di tempo...da 'na parte contenta...ché vòr dì che ancora un m'hanno 'ontagiato più di tanto...e che le radici son dure da estirpà...d'artra parte capace ciò rimesso 10 euri e mi facevan 'omodo per fa benzina sicché mi levo di 'ulo!
Bona!

Va.

25 settembre 2009

Si fa per ragionà...



E s'affoga, ma un era settembre?


E dopo ir diluvio universale
e dopo avè sfatto l'armadio
e dopo avè riposto anco l'urtimo 'nfradito,
ecco che 'r sole risorte
più vivo, più 'ndispettito.
Sembra di: "E un n'hai di gonnelle 'orte
è ito 'r tempo delle cianche ar vento!"
Ma qui dall'afa un se ne sorte
e a mettimi i ginse io un m'attento!
Si va a giro bardati a casaccio,
incuranti der clima e de su fragelli,
si pare una brancata di 'oglioni.
Ha proprio ragione ir Sesto Cajo Baccelli
...e un c'enno più le mezze stagioni!
Gentilmente donata dalla Chiara Testi
che l'aveva sciupata mettendola su Feisbucche
Si.

18 settembre 2009

M-B Maremma Budella altro che Monza Brianza!

Ora vi racconto una 'osa che mi garberebbe fosse de "cazzi dell'artri" ma che invece, purtroppo, son tutti stracazzi mia!!!

Mi ritrovo a lavorà sperza nella lontana brianza, zoccolo d'uro della longobardia...dove nella prima uscita e nel primo contatto con gli indigeni (la barrista) ci si ritrova immerse nella discussione più apprezzata da quelli der luogo: "...quelli là non li faccio entrare perché puzzano, perché fanno casino, perché sono brutti, perché guardano...ecc...".

Pensi: "va beh...lasciamo perde...c'ho un lavoro che mi dà tante soddisfazioni..."

E la mattina son moccoli!!! perché una bimbetta di merda c'ha da racconta a su mà che la terapista (io, se un si fosse 'apito) blasfema e tanto maledu'ata, durante la terapia si permette di dì tante vorte "diobono" (e lo scrivo attaccato perché per me così è!!!)...al ché mi trovo a dovemmi giustifi'a d'esse toscana, d'avé degli intercalari che nulla hanno a che vedé co' moccoli (perché per quelli sarei ben più fantasiosa!), che per noi è una cosa normale e che mai mi sarei immaginata che per l'orecchi de' milanesi fosse così tanto disturbo!!! Invece pare che le 'urino parecchio..

Oggi mi ritrovo a pensa mentre chiacchiero: " diobono no, madonna no, diobeato no, maremma un si sa, boia potrebbe esse frainteso..." e che devo finì (re) i verbi, levà ogni surplus...che "devano" deve diventà "devono" e via dicendo...

Il dramma inizia a delineassi quando non avendo artre parole da usà...l'unica a cui mi so potuta appellà è stata "CRIBBIO!".... è allora che ho pensato con furor ner cuore:

DI MANDA' TUTTI QUESTI ESSERI STRANI A CA'A CON GRANDE FOGA TORNA' A CASA MIA E NER SALUTALLI STAMPALLICI UN BER MOCCOLO DI QUELLI CHE LORO UN L'HANNO MAI SENTITI!!

MA LEVATEVI DI 'ULO VOI E CHI SéTE!!!!!



con tantissima nostalgia...



Va.

28 maggio 2009

Le simpati'e situazioni della Via.



Dopo cotanto 'ardo e il conseguo uso d'abbigliamento estivo, tra i quali uso di ciabatta ignorante producente callo inguardabile, pantaloni 'orti con stinco bianco e cannottiera da battaglia, il rientro serale portò sorprese metereologi'e inaspettate.
Ora, è risaputo che più e più eventi negativi si susseguano senza sosta una volta innescati, ma mai si sarebbe potuto immaginà una roba der genere.
All'uscita dal lavoro, ner campetto davanti, un fuggi fuggi generale di mamme e l'accensione anticipata de lampioni preannunciava un evento poo bono, ma la Via che ignara aveva voglia di fumassi una sigaretta si dilungò dimorto ner rientro godendosi il fresco venticello che si stava alzando. Accortasi di esse rimasta sola, si avvio sconsola alla macchina per tornà verso 'asa.
Non sapeva che il peggio doveva arrivà e che quella solitudine provata era un chiaro segno di ciò che di brutto sarebbe accaduto.
Accende la macchina, apre i finistrini per un mori di 'ardo e parte...qualche goccia inizia a cadè sur parebrezza polveroso, smove i tergicristalli e si va a formà una poltiglia talmente densa che un si vede una sega nulla, pigia l'acqua per pulì meglio il vetro ma l'acqua un c'è...il tragitto è breve si dice la Via, e prosegue...
Un vento mulinante tirà su per la strada d'ogni bene:foglie secche, cartacce di gelato, terra e buste vote.
Un lampo e a seguito un tono da fà spavento.
Inizia a piove a modino e per un attimo la Via gode per la pulizia der vetro.
Si avvicina a casa e inizia a grandinà sassini di ghiaccio...stin stun stap pot tititin...fa per parcheggià la macchina e piove sempre più sodo, la Via un si spaventa spenge la macchina e si mette bellina a aspettà che smetta un popoino per un mezzassi troppo senza ombrello...piove, continua a piove in un crescendo preoccupante, la strada si sta allagando, foglioline e aghi di pino scorran veloci insieme all'acqua verso i tombini.
Prati'amente un è che piove, stanno tirando secchiate d'acqua mescolate ar ghiaino.
Son passati dieci minuti da quando è arrivata sotto 'asa, una parvenza di diminuzione della pioggia la invoglia a sortì dalla macchina che ribolle der sole der giorno.
Uno due e tre apre la portiera
rinizia a piove più sodo,
ormai è fatta deve andà!
chiude la portiera,
un lampo
subito dopo un tono che è una bomba.
Corre la Via, corre per arrivà ar cancello, piglia la pozzanghera in pieno co' sandali e c'è dentro fino a mezzo porpaccio, fa per apri e stoc stoc statatatata rinizia a grandià roba grossa come de ciottoli di fiume.
Ohiohiiiiiiiiii, fa la Via, tra l'incazzato e l'impaurito....apre il cancello , corre la Via, corre sodo e finalmente arriva alla porta.
Entra.

Si.

19 marzo 2009

Un c'è più religione...

Scusate...ma un posso resiste, un ce la posso fa.
C'è la crisi...e si vede.
Disoccupati dappertutto, un ti ci rigirì più. E io 'he pensavo: "Dé...quelli po'eri son più po'eri, ma quelli ricchi... capace cianno più sòrdi di prima!"...poi invece ho iniziato a vedé quarche industriale andà a giro colla porche ma quella scaciona, quarche avvo'ato andà a comprà ir vino all'esselunga, mica da Pinchiorri!...diversi professori universitari morì...probabirmente di fame...visto ir periodo... Inzomma mi so incominciata a ricrede...vai a vedé che la gente un cià più i sordi per comprà più nulla dall'industriale, prima di pagà l'avvo'ato preferisce fassi ingabbià e visto tutti i tagli 'he hanno fatto all'università un abbia a esse capitato quarcosa anche alli stipendi de' professori...
Nonostante questo però ero certa d'una 'osa: "Ir papa no!lui non poteva esse corpito dalla crisi!". Ero si'ura...perché è inconcepibile 'he la 'hiesa sia in crisi quando c'è puzzo di miseria!!! E' da se'oli che ci mangia sulla miseria della gente, che usa l'arma atomica della religione per riempì li stoma'i di chi un cià nulla da mettici, un avrà mi'a smesso ora?!
Macché...ir discorso è che un c'è più religione!!! E allora preti, vescovi, cazzi e mazzi...si sono trovati tutti senza sapé che fa...senza sapé dove sbatte ir capo...tra i tanti ce n'è quarched'uno che ha visto bene di non cerca dove sbattilo ir capo, ma in compenzo trovava sempre quarche bu'o dove sbatte quarcos'artro...
In tutto questo marasma ecco 'he spunta quer gran FiglioDiDio der papa, Benny 16 xl'amici, che pronto a tutto pur di un rimané senza lavoro, a mani vòte, ha pensato bene di lascià quer che gli spetta, la religione per l'appunto, visto che un tira granché, per buttassi sulla scIenza!
E bene sì!...dopo 2000 anni svolta epo'ale della 'hiesa:
Ir papa s'è fatto DOTTORE come cristo s'era fatto omo!
Incredibile. Geniale. Oserei dì...RIVOLUZIONARIO! Solo uno scIenzIato come lui poteva partorì l'idea e diffondila con non scialanse...che per cercà di contrastà l'AIDS in afri'a DEVANO TROMBA' TUTTI SENZA PRESERVATIVO!
Oh, se un è controtendenza questo...dopo 30 anni 'he si cerca di dà un'edu'azione sessuale per contrastà queste malattie...TA'! Arriva Benny e chiù!!! Innovatore.
Forse la su soluzione per l'afri'a è l'astinenza per tutti...ortre a un avecci nulla e campà se gli va bene 30 anni...in que' trentanni lì un li vorrai mi'a fa anche tromba! E pe' i bimbetti sieropositivi...basta avvertì i MiSsionari...che un ci ruzzino troppo...

Va.

9 marzo 2009

IR PISANO



Esse pisani è una filosofia di vita, esse pisani è un obbligo se sei costretto a vivici.Pisano è la politi’a dell’accettazione e der di male di chi sta sopra di te.Se sei pisano ti lamenti sempre e poi però quando arrivi a casa la sera, ti levi le scarpe e ti levi i pensieri…se sei pisano te ne deve fregà più di te e delle tu ossa che di tutto vello che ti passa di traverso, però devi esse informato su tutto vello ‘he succede pechè ci devi avè sempre varcosa da di, da di male.All’estero l’italiano si ri’onosce perché l’uni’a ‘osa a cui pensa è fassi vedè, mostrassi, fassi ammirà da tutti…ar pisano invece un ni garba fassi vedè, ir pisano è nascosto, però se lo trovate state si’uri che c’avrà da di male der sinda’o, delr vicino di ‘asa, de professori de su figlioli, delle poste…Se nella strada sotto ‘asa c’è troppo traffi’o si lamenterà che ir comune un fa una sega, che ci potrebbero mette i dossi artificiali e poi una mattina i dossi ce l’hanno messi e allora giu moccoli perché ni si rompe la macchina e perché ni tocca andà piano.Se sei uno bravo, ar pisano un gli vai bene perché ti additerà come uno che vole esse tutto lui, ti giudi'era un tacchino rigonfio.Ir pisano ha sempre bisogno di sfogassi, ir pisano è infimo e soffre da se’oli der complesso di inferiorità verso chi è meglio di lui…vedi fiorentini e livornesi.Deh bisogna ‘he trovi varcuno per sfogammi…

Si.

No no ma deh, senza ragionamento????

9 gennaio 2009

Chi l(h)a dura la vince...

Ci son quelle 'ose 'he ti rimangano a gola.
Provi a buttalle giù e un ti riesce, ci bevi un po' d'acqua, nulla...spesso provi con tanto vino, e ti sembra anche che funzioni...a vòrte con una molli'a di pane, nemmeno fosse una lisca, che va a finì ti fa pillone più che mai!
Alla fine passa tarmente tanto tempo che un te ne ricordi nemmeno più, te ne dimentichi, un ci fai più caso finché qurched'uno un ti tira un gozzino per ruzzà e ci rimane di merda a avecci trovato duro! "Tàh!" senti un corpo sordo...e ti rinvieni di quella zolla a mezzagola che nulla ha di fisiologico!
Allora sì, eccome se te ne rinvieni! E t'accorgi che pesa più di prima, che un ha provato né a scende né a risalì...
E' in questi casi qui che sei 'ontenta d'avé ir capo "più duro der muro" come ti dicevano da bimbetta...
Aspetti, ti fai i cazzi tua...zitta,zitta...tiri a campà e ogni tanto butti un occhio, giusto per vedé come procede la situazione, perché tanto sai che la pazienza paga..."è la virtù de' forti"...e che prima o poi, quer popò di nòcciolo, o per l'in su o per l'in giù si smove.

"Ah bene!!! Ora sì che si ragiona! N'è varso aspetta..."

Eh,sì...n'è varsa...e se no, sarà uguale, ma armeno a gola un c'hai più nulla! N'è vero?!?
Come sempre...

Va.

21 settembre 2008

Notte bianca

Va. c'ho ancora nell'occhi la donnina vecchia con l'Havana club... Havana club el ron de cuba!
Peccato s'era a Pontedera....

Si.

13 settembre 2008

Mi bastava una birretta...

Domani c’ho l’esame e so stanca.
Volevo solo una birretta...di quelle in solitaria. Giusto per rilassammi un po’, cor vecchietto che tutti i giorni a tutte l’ore è a stempiassi i cicchini lì ar barre vicino ‘asa.
Volevo guarda la gente che passava...nulla di ‘he.

“...e Poi gli ha DeTTo –Oh Ma con lA tipina come vA?!- TiPinAAA?!?! Ma io ti SPAcco la Faccia, troia!”

Con quella tipi’a ‘adenza esagerata, piena di sospiri enfatizzati, sottolineata da mossettine delle mani che agitano la sigaretta nemmeno fosse la bacchetta d’un mago.
Mi ‘oncentro sul vecchio, almeno lui sta zitto.

“Sì, io ho LE’tto il ProcE’ssO, ma è un MAttoneee che non ti di’o, la MetamorfoSi inVece...”
“Aah!Quel film è GGGe’nialee!!!”
... ... ...

Un ci riesco. Mi ‘hiedo ‘os’bbiano di speciale la P, la F, la M, la L, la S...ci dev’esse quarcosa che mi sfugge...perché se fossero comuni fonemi, ar pari di tutti quell’altri, un avrebbe senzo rimarcalli con così tanta foga...sarà per la ‘ompartecipazione di parti anatomi’he così tanto bramate dall’artro sesso? Boh.
Anche il sibilo?! Mah.
Quelle manine...perchè non gli dai pace,
CaRaaaa???

“A Me, alle Medie, non mi cacava nessuno...poi mi so messa con il fico della scuola...”
“DAVVéro???AHAHAHAH!!!!”
“GRAnDeeee!”

Basta. La birra se diovòle è finita e io mi levo di ‘ulo.
Mi porto dietro in saccoccia la mi cialtronaggine, i modi grezzi anche di quando so vestita bene e i sacrosanti silenzi di quando un c’hai nulla da dì e un ti fa voglia di fa finta d’esse sempre interessante, brillante e....piena di ‘AZZATE!
Domani c’ho l’esame e mi girano i ‘oglioni.
Ma questa è un’artra storia.
Quarcuno mi deve spiega perché a pisa un ci mettano i cestini se non in piazza garibardi e su’ lungarni...maremma maiala, ma un l’avete ‘apito che quelli rimangano sempre vòti e io mi so rotta ir cazzo di tenemmi li scontrini in tasca fino a casa?!?!

Va.

2 agosto 2008

A(u)gosto e la sua poesia



A(u) gosto cammina
si intrufula tra le gente sudate,
vecchine cor ghigno
discorsi sur cardo...

A(u) gosto è un omo stanco
un ha più voglia di fa politi'a sulle panchine
un ha più voglia di contà le piante ingiallite der barcone
si avvilisce povero A(u) gosto
ir basilico è diventato tutto uno steccolo con quelle foglioline
lunghe lunghe
appese

A(u) gosto guarda ir cielo
nella 'ornice della finestra aperta
conta quanto tempo passa prima che la nuvola grigia all'orizzonte scompaia...
uno
quattro
sette
dieci
ci deve esse vento in quota
ma qui un si move nulla

A(u) gosto spera 'he piova
e si rigira e si dimena nel letto
la notte
da fori un silenzio che ti mangia l'orecchi

A(u) gosto
a me m'hai belle e rotto i 'oglioni
eh te lo devo di....

Si.

17 giugno 2008

Alla fiera dell'....ovvio.



Oh è giugno, ho freddo, un è normale.

Forse un è giugno, c'è stato un errore mondiale sur calcolo dei mesi.

La donnina che mi sta dirimpetto un pole ragionà der cardo dar terrazzo e mi si innervosisce.

C'è un empasse generale sull'ovvio.

Del tempo ci si deve lamentà. Ma ai momenti giusti.

Forse è ottobre e nessuno se n'è accorto.

L'altra sera ho stiacciato una zanzara mi sono accorta che c'aveva l'impermiabile, un'altra mentre c'avevo la mano alzata, la stavo per prende, mi fa "ascolta... un ti pinzo, basta che un mi fai riusci fori al gelo".

Dev'esse il surriscardamento der pianeta...

Ma io ho freddo, piove da 43 giorni.

Il surriscardamento globale, deh se è gratisse lo compro e la notte l'accendo. Forse a mediauorde ce l'hanno.

Bisogna che m'informi.

Si.

9 giugno 2008

Ci seppelliranno...anche quello a modo suo

Sti vecchi ci seppelliranno.
Ormai me ne so fatta 'na ragione. Temporeggiano, aspettano, t'avvelenano con problemi stupiti, con lamentele che solo loro sono giustifi'ati a rifilatti. Ti vogliano fa senti in corpa di tutto, per primo il motivo per cui rimangan vivi.

"Li zucchini ti garbano trifolati?Come li vòi?Ar vapore?"-"Sì"
"Eh..ma allora un li posso mi'a fa ora, è presto"- "Eh"
"Via allora te li faccio trifolati"-"... ... ..."

Perché a sentì loro pare che lo scopo più ambito sia quello di morì ir prima possibile...almeno a parole. Di fatto ci vogliono arrivà a un funerale, sì, ma mi'a ar suo! E' tanto per dì, per chiaccherà, per fassi sentì dì "Via, un fa brutti discorsi..."...ma io è un monte che un glielo di'o più e la tiritera continua. Boh.

"Che ore sono?"-"Cinque all'undici!"

Piagnu'olano che se li sentisse quarcheduno fòri di 'asa gli si strizzerebbe ir core...a me ora come ora li strizzòtti mi vengano artro che in posti che un fanno rima co' "amore".
Dice bisogna avé pazienza...sì, ma lo dicano sempre quelli che un ci so. Coincidenza?!

"Che ore sono?"-"L'undici e 1..."

Poi, anche se fosse che mòi, un penserai mi'a di morì ammodino??!! Eh no! Mentre caschi t'arreggi ar tavolino e tiri giù il centrino cor vasino da fiori che c'è sopra...si rovescia, casca tutta l'acqua in terra e ora c'è tutt'un immollazzio, sa cristo chi ci pulisce! E se ti pare ir caso di morì propio davanti all'uscio der bagno...quell'artro un ci passa, un ti pole mi'a sartà! Egoista che un sei artro, son vecchi un ce la fanno mi'a a spostà ir cadavere! Per un penza ar puzzo di morto che faresti...chissà che troiaio in terra. Sprovveduto ti riarzi...spaesato tiri su le spalle....e vai a morì un po' più in là, non prima d'esse entrato in un sacco nero della spazzatura, così un fai casino.

"Che ore sono?"-"L'undici e 11......."
"Vòi nulla?"-"No"
"Vòi un biscottino?"- "No"
"Un po' di latte?"-"Non voglio nulla..."
"Un po' di pane cor pomodoro...è bono,ti fa bene..te lo faccio..."-"NO!t'ho detto un voglio nulla..."
"POPO' D'IGNORANTONA,AAAAH MA UN TI CHIEDO PIU' NULLA VAI!...SE LO VòI LO PIGLI!"-"... .... ..."
..."Pane colla sarciccia...?"...

SEPPELLITEMI.MA ARMENO FATE ALLA SVERTA.

Va.

23 aprile 2008

Oioia...qui un se ne pòle davvero più.
Mi ci viene da ride, mi trattengo, perché un posso...so in un posto silenzioso, serio, per la gente a modo che un ride davanti ai problemi dell'artri...ma si prodiga. Si prodiga nell'aiutalli, nell'ascortalli, ner consolalli...ner dagli i consigli migliori che PIU' MEGLIO di quelli un ce ne sono.
E io?...e io rido. Rido dentro, mentre mi mordo il labbro per un ride anche fòri e un fa sobbalzà nessuno.
O magari mi sbaglio...e chi c'ho intorno, casualmente, un è gente "prodigiosa" ma che se ne strafrega e anzi...a chi c'ha i problemi gli tonfa anche una pedata negli stinchi al monito di: "Così c'hai di 'osa lamentatti bella mi fava!"...e io ci rido anche a pensa a questo!!!!!!farebbero proprio bene.
Mi buttano fòri.
Sarà perché so stata cattiva?!
...chissà...


Va.

28 gennaio 2008

La Via dell'ispirazione...

"Oh,un ci scrivete più sur blogghe?!", "Quando ci riscrivi quarcosa?", "Mettici questo...mettici quello..."...deh, avete ragione,eh!, un è che di'o di no...però...però...
Come i più famosi po'eti, anche noi...(io almeno)...ci s'ha bisogno dell'ispirazione, ma son tempi duri...
Allora mi ritrovo a pensacci nella bibliote'a di medicina, con questa gentaccia che studia coi tappi all'orecchi...quelli che mi dètte Giaccio per andà alla San Gobèn...roba che glieli leverèi con una patta piazzata dietro ir capo ar grido: "Oh 'ndo ti credi d'esse, in fabbri'a?!"...eh verai...ce li manderei io in fabbri'a...così qui dentro si potrebbe camminà co piedi a modino senza passà sulle punte come quando cammini per Livorno cercando di scanzà le merde sui marciapiedi...
E come ti guardano male se ti mòvi per più d'una vòrta all'ora...figliettini.
Inzomma...dicevo, l'ispirazione.
Ir problema è che manca quarcosa per falla venì per benino, un manca tanto ir carburante (ci sarebbero state cose da spiattellà qui sopra..) ma tanto la miccia! Quella scintilla che fa sembrà un nulla una roba da pisciassi addosso da ride. Fra noi, s'intende.
E l'ho scoperto cos'è...m'è bastato che la Via tornasse una sera in via Lavagna per capillo.
C'è stata tempo di cenà e fa du gare di pete...ma tutto m'è risurtato chiaro!
Perché quando è tornata nella piana ortre che ar puzzo di morto che aleggiava in camera c'ha lasciato ir male all'addominali...quella stanchezza che un era dovuta alli sforzi della gara, come quarcuno maligno potrebbe penzà, ma alle risate che si son fatte...
L'unico mar di pancia che ti fa rimané cor sorriso sulle labbra.
Sicché è un casino tornà prolifici come un tempo...quando quer che ti succede intorno e ti fa ride un riesce a venì fòri, a avé seguito...perché manca un pezzo, manca la scintilla.
Un mi voglio immaginà cosa ci cresce da que' bimbetti che staranno a contatto con cotanta saggezza...nuove generazioni...si spera!

Con nostalgia...

Va.

8 dicembre 2007

L'erba del vicino è sempre più verde...ma la mia è più bona!

Come i livornesi un possano fa a meno der mare, cor su odore di sarmastro (o tanfo di pesce a sentì i pisani..), come i fiorentini s’emozionano in piazza della Signoria davanti alla maestosità der Davide (nonostante la pochezza delle su doti..), come i pisani si gongolano davanti alla torre, sicuri der fatto che tanto, anche se casca, ci so tutti i giapponesi sotto a reggila...
a me, come mi garbano le mi ‘olline, un ce n’è!
Quando quella vòrta ar mese torno a casa, piano piano, perché la macchina un mi rampica su pe’ ste greppe, e le vedo distese, paciose, illuminate dar sole d’inverno delle tre....con quer colore cardo, arancione “maturo”, arriva tutto di sbièco e le riempe d’ombre.
Luci e ombre luci e ombre...e m’appaiano belle come non mai, come ir corpo d’una donna, morbide, lisce che mi verrebbe da strofinammici ir muso, accoglienti nonostante ir freddo, che lo senti artro che a guardà fòri senza nemmeno ir bisogno d’aprì ir finestrino..
E in queste giornate mi pento anche di tutti i moccoli che ho tirato dietro ar purman che va a due, di tutti l’accidenti che ho mandato alla mi pòra macchina che in seconda patisce e in terza un ce la fa, di tutte le vòrte che ho mandato a fanculo le macchine di stranieri che di punto in bianco mi si fermavano tra curva e curva per ammirà ir paesaggio...che anche loro c’avranno a casa sua quarcòsa di bello, ma non così e alla fine è giusto che tutti una vòrta nella vita se le godano...le mi 'olline.
Mi scuso...mi dispiace, ma oh!, c’ho d’andà a casa un ve ne potete approfittà!
E quando arrivo in cima, verso i Borghi, che mi si stappano finarmente l’orecchi e poi più su...in cima ar colle dove ci tira una brezza che ve la raccomando...scendi un po’ di macchina guardi giù, guardi intorno...e vedi ir mare de’ livornesi, vedi l’isole, vedi piazza de’ Mira’oli de’ pisani...se guardi bene vedi anche la fava der Davide...co' fiorentini sotto a bocca aperta.
Allora ti giri, fai spallucce, sorridi e pensi: “Ma chi m’ammazza a me?!”.

Va.

27 novembre 2007

lo sentite ir freddo?


So incazzata come un lampredotto...da quanto so sfavata mi fuma ir capo...che ieri sera un era nebbia ero io...
So incazzata maremma bestia coi camion che alle quattro e venticinque per la strada mentre vado a lavorà che è tutta curve vanno a due e un li poi sorpassà, so incazzata perchè m'hanno fatto un cazzo così velli che mi dicono "se oh vedrai" "deh ce l'avrete tutti voi i problemi!!maremma rintanata", so incazzata con tutti velli che c'hanno sempre varcosa da fa e io un cho mai da fa una sega ( o almeno niente di così importante che un sia gestimmi li stracazzi mia), so incazzata con le pattuglie che maremma berva son sempre li quando un ti sei messo la cintura, so incazzata con la mi non voglia di mette a posto la mi macchina che dentro ci sono pacchi di troiai e seimila bricchini di estathe, so incazzata quando danno a merenda ai bimbetti ir pane coll'olio che poi c'è ir tavolo unto sembra d'esse alla pizzeria in via roma (solo per i pontederesi), so incazzata con quelli che vogliono ave ragione e mi vengono anche a rompe i coglioni che devo anche dinni "si hai ragione", so incazzata con tutti quelli che mi vogliono fa vede che so una merda, e io lo so gia e m'è venuta a noia a risentimmelo di, ditemi varcosa di novo!
So incazzata quando la gente mi dice che so simpatica. Simpatica una sega.


Si.

17 novembre 2007

Sant'antonio doveva esse un ber rompimento di 'oglioni...

Questo un è un poste...è un avvertimento.
A tutti coloro che mandano quelle cazzaccio di catene di sant'antonio via mail o via sms...se mai vi venisse in mente di spedimmele...pensateci bene...perché chi lo farà: NON TROMBERA' più fino al 2050...nel 2051 non si rallegrino, l'omini si dovranno accontentà d'una pe'orina e le donne dovranno entrà nell'otti'a di inizià a fa l'orto, NON TROVERA' MAI il grande amore e se pensa d'avello già trovato...l'ha ner culo perché verrà ca'ato tempo zero con una scusa del tipo "ops...t'avevo scambiato/a per un artro/a!", NON VIVRA' MAI felice e contento né gli CAPITERA' MAI qualcosa di bello durante la giornata...anzi probabilmente appena uscirà di 'asa gli ca'erà un gabbiano in capo (un so se avete presenti le ca'ate di gabbiano...), mentre cercherà di pulissi passerà un purman a gran velocità riempendolo di mota...e nel momento di peggior lustro passerà il fio/a che da anni puntava e gli tirerà un garrino in mezzo all'occhi solo per il fatto che un si pole vedè!
E vi potete anche accontentà se paragonato a quel che mi dovrebbe capità a me con tutte quelle gufate che mi rifilate con quelle catene che puntualmente butto nel cestino!!!!!!!!!!!!

Grazie per la comprensione...

Va.

14 novembre 2007

Se un lo sai lo imparerai...

Tra un capicci una sega nulla e vede la verità delle 'ose in faccia...c'è un passo piccino.
A volte ti immagini le situazioni, le persone, quello che vòi, e non riesci a distingue vello che c'è dentro la tu testa e vello che realmente succede fòri da te.
Credo fermamente però che negarsi la visione della verità, della realtà sia sempre come pigliallo ner culo du volte. Sia che nel torto ci son l'artri sia che ci siamo noi.
Un ringraziamento a tutte le persone che si mostrano per quello che sono, a quelle che dicono basta, a quelli che sanno quello che vogliono.
E un grazie anche a me. Che rinasco dalle ceneri....

Si.